Articolo Timelines con le Tabelle Pivot in Excel

Timelines con le Tabelle Pivot di Excel 1 di 2

Tecniche avanzate di Excel con le sequenze temporali

Articolo pubblicato il 22/06/2020 Da Fabrizio Cesarini e rilasciato con licenza CC BY-NC-ND 3.0 IT (Creative Common – Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia)

Le tabelle Pivot di Excel sono uno strumento molto potente e flessibile per analizzare dati in modo dinamico. Costituiscono la base di una ottima business intelligenze senza dover scomodare programmi molto più complessi. Molto spesso però si utilizzano senza sfruttare tutte le sue innumerevoli potenzialità. Qui oggi vedremo come utilizzare una di queste utili funzioni, sicuramente una tra le meno conosciute, ma di estrema utilità e che vi consentirà di avere un maggiore controllo sui dati analizzati nonostante la sua estrema facilità implementativa.

Le Timelines (o sequenze temporali) servono per aggiungere un ulteriore controllo sulle tabelle pivot ove siano presenti delle date.

I Dati

Capita, infatti, frequentemente di dover analizzare dati dove siano presenti, oltre ai classici dati numerici ed alfanumerici, anche delle date che rappresentino giorni, settimane, ore, mesi, ecc.

Facciamo un esempio pratico partendo da un’ipotetica tabella come quella riportata in figura 1.

Figura 1 – Tabella dati di partenza per analisi con tabella Pivot
Figura 1 – Tabella dati di partenza per analisi con tabella Pivot
Materiale per articolo Timelines con le Tabelle Pivot
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Per chi volesse cimentarsi subito può copiare i dati qui riportati (in figura 1) direttamente nel proprio foglio di calcolo oppure, in alternativa, è possibile scaricare il file dell’esercizio contenente  i dati utilizzati direttamente dal nostro sito cliccando sul bottone “Scarica il file .zip” dopo aver accettato le condizioni d’uso. Il file così scaricato dovrà essere decompresso ed avrete il file con il nome Tabella Pivot per Timelines.xlsx

I dati utilizzati per questo esempio sono stati creati volutamente in maniera generica per poter meglio spiegare il concetto senza analizzare uno specifico caso che potrebbe risultare fuorviante. Consigliamo pertanto di adattare la tabella utilizzando i dati di situazioni utili nel vostro contesto o, magari, con dati reali.

Noi utilizzeremo i dati sopra riportati ma i concetti saranno trasferibili alla vostra casistica.

La Tabella Pivot

Ora selezioniamo tutti i dati e creiamo una tabella Pivot tramite l’icona “Tabella Pivot” presente nel pannello “Inserisci” come indicato in Figura 2.

Figura 2 – Selezione panello e icona per Creazione tabella Pivot
Figura 2 – Selezione panello e icona per Creazione tabella Pivot

Comparirà il consueto pannello di creazione Tabella Pivot dove andremo a specificare che vogliamo collocare la TP nel foglio esistente e più precisamente a partire dalla cella G1 come chiaramente indicato in figura 3.

Figura 3 – Creazione Tabella Pivot
Figura 3 – Creazione Tabella Pivot

Premendo sul bottone OK otterremo un risultato simile a quello riportato in figura 4.

Figura 4 – Tabella Pivot appena creata
Figura 4 – Tabella Pivot appena creata

Dobbiamo andare a selezionare i campi da inserire nelle rispettive sezioni. Nel nostro caso inseriremo il campo CODICE nelle colonne, il campo CATEGORIA nelle righe e il campo IMPORTO nei valori tralasciando, almeno per il momento, il campo data. Per il risultato di questa operazione potete far riferimento alla figura 5.

Figura 5 – Tabella Pivot appena creata
Figura 5 – Tabella Pivot appena creata

Questa è la classica e basilare Tabella Pivot che possiamo realizzare in maniera molto semplice. È doveroso sottolineare che la trattazione di come sia stata creata questa tabella è volutamente semplificata in quanto, questo tutorial, dà per scontata la conoscenza di base di questo argomento. Se così non fosse suggeriamo di andare a leggere il Tutorial che abbiamo creato appositamente a questo scopo.

I campi di tipo Data

Da qui in avanti vedremo come trattare il campo Data presente nella terza colonna della tabella di origine dei dati ed elencata tra i campi disponibili della Tabelle Pivot.

La prima cosa che possiamo fare è aggiungere il campo data nella sezione dei filtri come riportato in figura 6

Figura 6 – Aggiunta del Campo Data come filtro nella Tabella Pivot
Figura 6 – Aggiunta del Campo Data come filtro nella Tabella Pivot

Lo abbiamo aggiunto al campo filtro perché aggiungerlo alla sezione righe o sezione colonne non risulterebbe molto utile se non i casi molto specifici. Per ovvi motivi di sintesi non riportiamo questi esempi ma lasciamo a voi il facile compito di collocare il campo data nelle sezioni Righe o Colonne per vederne il risultato e valutare se può risultare utile per il proprio caso.

Come potete vedere dalla figura 6 l’aggiunta di questo campo nella sezione filtri abilita un nuovo elemento nella tabella con il quale possiamo andare a filtrare i dati della Tabella Pivot in base alla sezione. Questo è un filtro e si comporta come tale ovvero come tutti gli altri filtri presenti in Excel.

Come impostazione base abbiamo tutti i campi selezionati ma andando a cliccare sulla freccia del filtro comparirà un elenco di date che possiamo selezionare/deselezionare a nostro piacimento così da andare ad analizzare i dati in certi particolari casi a noi interessanti. Possiamo selezionare una singola data oppure più date selezionando la voce “Seleziona più elementi” come potete vedere dalla figura 7

Figura 7 – Selezione filtro data su tabella Pivot
Figura 7 – Selezione filtro data su tabella Pivot

L’utilizzo dei filtri, in questo caso con il campo Data, sicuramente rende più flessibile la l’analisi dei dati con parametrizzazioni ancora più specifiche. In questo caso però non risulta essere un metodo molto comodo per un’analisi dinamica come invece vorremmo.

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